Quando il Comune di Capri, guidato dal sindaco dell’epoca Ciro Lembo indicò, con un apposito atto di Consiglio Comunale, alla Porto Turistico di vendere i terreni in zona Gasto per realizzare la centrale elettrica collegata al cavo sottomarino di approvigionamento energetico, venne sottoscritto un accordo che prevedeva che al termine della realizzazione della centrale, i terreni non necessari venivano restituiti gratuitamente al porto turistico. Porto turistico che all’epoca dei fatti aveva acquistato i terreni per avviare una serie di
servizi, tipo il rimessaggio, che erano funzionali alla sua attività dandovi ulteriore sviluppo ed utili a coloro che ne usufruiscono. Terna, come negli accordi, vuole restituire al Comune di Capri e di per se al porto turistico, che è una società ad intero capitale comunale, i terreni non utilizzati e che potrebbero essere in buona parte utilizzati oggi per impiantare le nuove attività del porto turistico. In occasione dei lavori per realizzare la centrale elettrica di collegamento al cavo sottomarino di Terna, attraverso la centrale elettrica della Sippic, dove la società nazionale ha acquistato una servitù e pochi metri quadrati funzionali a se stessa, a Gasto sono stati eseguiti importanti lavori di consolidamento, così come quelli effettuati dal Comune di Capri all’epoca con la costruzione dell’isola ecologica che sorge a breve distanza, come il serbatoio idrico della Gori e l’impianto di depurazione. I terreni che oggi Terna come negli accordi, vuole restituire, sorgono sopra il porto turistico, e questa ha provveduto già a fare le modifiche catastali, ma sembrerebbe che al Comune di Capri l’attuale sindaco ed amministrazione non vorrebbero ciò perchè il tutto è sovrastato da un costone roccioso che necessita di importanti interventi di consolidamento e messa in sicurezza. Tra questi terreni ve ne è uno anche privato, che appartiene ai De Martino dell’albergo Villa Sarah, un terreno che è scosceso ed inutilizzabile se non inserito in un contesto di intervento per gli altri terreni, che, con poco, potrebbe essere acquistato dal Comune. In effetti l’importanza della restituzione dei terreni da parte di Terna e l’eventuale acquisto del terreno privato significherebbe dare sviluppo alle attività del porto turistico e raffrorzare l’ipotesi che il porto turistico diventi di proprietà del Comune di Capri, essendo l’unico porto turistico realizzato da un ente comunale in Italia, od almeno una concessione a lunga scadenza, tipo trent’anni, dalla Regione Campania. La restituzione dei terreni da parte di Terna dovrebbe diventare un atto di Consiglio Comunale. In effetti se quei terreni verranno asseriti alla realizzazione di opere funzionali al porto turistico, qualsiasi idea abbia la Regione Campania, che vuole comunque fare cassa e potrebbe mettere a gara di appalto la concessione od addirittura la vendita, significherebbe mandare a monte questi piani, perchè alla fine la Regione Campania si troverebbe di fronte ad una società comunale, come la Porto Turistico di Capri spa, che ha ancora un biennio di gestione della concessione datagli e davanti ad una società che ha effettuato un grande investimento economico per far realizzare i servizi a Gasto. Alla fine proprio alla luce di tutto ciò si potrebbe avanzare alla Regione Campania, alla luce degli investimenti che il porto turistico ed il Comune dovrebbero affrontare, una trattativa tendente alla vendita del porto turistico perchè sarebbe il caso di un inquilino che acquista una proprietà che ha costruito lui o capire che intenzioni avrebbe la Regione Campania per la concessione trentennale. Ma, al momento l’amministrazione comunale della Primavera non sembra avere intenzione di ricevere indietro i terreni non utilizzati da Terna. Di questa vicenda dei terreni e di conseguenza del porto turistico oggi Ciro Lembo è molto preoccupato, anche, perchè se non si chiuderà l’operazione della restituzione dei terreni non è che Terna resterà ad aspettare la nuova amministrazione che probabilmente non dovrebbe più essere della Primavera, ma a quel punto resteranno in suo possesso chiudendo per sempre lo sviluppo del porto turistico e di conseguenza la possibilità che anche a fine concessione, 2020, sia la Porto Turistico di Capri spa ad avere la gestione dell’unico approdo turistico sull’isola.