Sabato mattina scorso, prima che albegiasse, Halyna Voznyak, 56 anni, cittadina originaria dell’Ucraina e che vive a Capri da diversi anni, è stata tratta in arresto su mandato del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Napoli che si occupa dei reati nei confronti delle fasce deboli nell’ambito di una complessa ed articolata inchiesta su maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani ospitati nella Casa di Riposo S. Giuseppe della Parrocchia di Capri. Interorgatorio di garanzia domani martedì in Procura per Halyna Voznyak, accusata di maltrattamenti e per la quale la richiesta d’arresto del Pubblico Ministero Maria Cristina Curatoli è stata avallata dal Giudice per le Indagini Preliminari Gianluigi Visco mentre per un altro soggetto che assisteva gli anziani in ore notturne L.S. la richiesta di arresto è stata respinta e la stessa è solo al momento indagata. Il reato contestato è maltrattamenti che verso persone anziane e quindi deboli prevede una reclusione fino a 10 anni e sei mesi.

 

L’inchiesta, nata sei mesi fa, condotta dal Commissariato di Polizia di Capri, diretto dal Vice Questore Maria Edvige Strina nata da alcune segnalazioni. I poliziotti avevano installato un complesso sistema di videosorveglianza nella Casa di Riposo che oltre a video immagini consentiva l’audio, rimosso poi sabato a fine operazione.

Da qui il riscontro che Halyna Voznyak che effettuava le notti alla Casa di Riposo, maltrattava e minacciava gli anziani che nel cuore della notte la chiamavano per farsi cambiare il cosiddetto pannolone o per altre esigenze. L’ucraina, molto conosciuta a Capri e che si occupava anche delle pulizie in ospedale, alla richiesta di aiuto degli anziani, rei di disturbarla di notte, proferiva parole di minacce e non mancava di percuoterli. Da qui l’arresto con la concessione dei domiciliari presso la sua abitazione di Anacapri, coinvolta nell’inchiesta un’altra donna che effettuava di notte lo stesso lavoro e che non disdegnava di maltrattare gli anziani che richiedevano il suo aiuto e che per il momento è solo indagata. I poliziotti sabato mattina hanno provveduto a rimuovere le telecamere da cui sono emerse le percosse, maltrattamenti e minacce. Parte lesa la proprietà della Casa di Riposo San Giuseppe, la Parrocchia di Capri, che, grazie al parroco Don Carmine Del Gaudio, è riuscito ad offrire agli anziani di Capri la possibilità di essere accolti in una struttura che è un vero fiore all’occhiello dell’assistenza e dove sono stati effettuati importanti lavori affinchè fosse accogliente e funzionale. Un dolore per chi come Don Carmine del Gaudio una decina di anni fa ha sottoposto la struttura gestita dalla Fondazione San Costanzo ad importanti lavori di ammodernamento, chiamando a raccolta i capresi per impegnarsi in una gara di solidarietà per la Casa di Riposo San Giuseppe, L’appello di Don Carmine Del Gaudio rivolto dall’altare ai fedeli nel giorno di Santo Stefano nel 2011 venne racchiuso nello slogan “adotta un pezzetto di serenità”, un aiuto concreto a causa del bilancio in rosso che per la prima volta è stato presentato ai fedeli e distribuito in un piccolo volantino a tutti i cittadini: per continuare i lavori di ammodernamento della casa di riposo servono 231mila euro. Somma questa utile per consentire di continuare i lavori, già avviati, che prevedevano l’installazione di bagni nuovi, vasche con accorgimenti per gli anziani non autosufficienti e per adeguarsi anche alle normative di sicurezza previste dalle leggi nazionali. La Casa di Riposo San Giuseppe è un grande immobile su più piani immerso nel verde che si trova in una posizione privilegiata facilmente raggiungibile e dove si ammira una vista a 360 gradi e venne realizzata grazie alla generosità con la donazione nel 1917 della Baronessa Margherita Meta von Salis Marschlins e dal grande cuore del sacerdote Monsignor Luigi Lembo. Per il mantenimento della struttura, comunque la parrocchia gira gran parte dei proventi che gli arrivano dalle locazioni, e gli anziani contribuiscono in minima parte con gli introiti della loro pensione perché per Don Carmine del Gaudio così non si toglie la dignità a chi è avanti negli anni e deve poter essere autonomo per affrontare piccole spese che sia esso anche un regalino ai nipoti o uno sfizio. La Casa di Riposo San Giuseppe rappresenta non solo il luogo ove gli anziani continuano ad avere dimora, ma un luogo pieno di affetto ed assistenza che viene loro assicurata dalla piccola comunità di religiose e che sono affiancate da laiche per la gestione della struttura, che per i due casi, l’arrestata e l’indagata, hanno infangato la missione per la quale è nata ma il legame dei capresi con la Parrocchia che al suo vertice ha un sacerdote della portata di Don Carmine del Gaudio e la Casa di Riposo è più forte.