L’articolo della scorsa settimana inerente l’evasione del contributo di sbarco ha smosso acque torbide e messo in primo piano vicende che molti conoscevano ma che non hanno riferito a chi competeva ripristinare la legalità, una legalità violata questa volta da stabilimenti balneari tanto sul versamente di Marina Piccola quanto su quello di Marina Grande. Addirittura a Marina Piccola è stato creato un sistema illegale ed irregolare di sbarchi organizzati a servizio di uno stabilimento balneare che a fronte di 5 euro a persona sbarcava sul pontile attiguo alla spiaggia pubblica in concessione turisti. Un evasione sui due fronti di Capri, Marina Piccola e Marina Grande che ha danneggiato le casse comunali con centinaia di migliaia di euro ed a nulla è valsa la lettera che il Comune di Capri aveva inviato agli stabilimenti balneari che se ne sono fregati. Una lettera che è partita dalla ragioneria a maggio dove il dirigente, Sergio Federico ha invitato la decina degli stabilimenti a prendere visione del regolamento per la tassa di sbarco del Comune in merito agli obblighi di denuncia e di versamento di quanto spetta all’ente pubblico. Per il contributo di sbarco i mezzi turistici provenienti dalla penisola sorrentina, napoli e costiera amalfitana, quelli che fanno brevi tour intorno all’isola ad esempio, possono sbarcare solo al porto turistico, mentre in estate grazie agli stabilimenti vi è un’evasione da brivido della tassa di sbarco. Il contributo di sbarco di 2,50 euro a persona moltiplicato per le centinaia di migliaia di persone che sbarcano su mezzi di fortuna degli stabilimenti o piccoli pontili non abilitati a ciò è una somma da capogiro. La lettera del Comune di Capri dalla maggior parte degli stabilimenti è stata disattesa e grazie alle boe in concessione a molti stabilimenti alcuni hanno permesso lo sbarco abusivo per averli clienti al ristorante ma altri per farli scendere a terra facendosi pagare addirittura 5 euro per il traghettaggio. A fronte di questa lettera che avvisava gli stabilimenti del rischio che gli stessi diventassero soggetti tenuti ad incassare il contributo di sbarco, incorrendo anche in sanzioni e denuncie all’autorità giudiziaria per gli sbarchi abusivi, c’è da dire che il Comune di Capri non avendo la possibilità di controllo con suo personale non ha potuto contestare nulla anche se vi è un’ampia documentazione fotografica che gira in rete e che dimostra il contrario. Una soluzione certamente sarebbe rappresentata se di fronte a perdere più di mezzo milione di euro il Comune di Capri dotarsi di personale stagionale ad esempio da aprile ad ottobre per recuperare queste somme, basterebbero quattro sei persone ed avere sotto controllo tutta la situazione e debellare il danno alle casse comunali offrendo anche un’occasione di lavoro. Anche perchè questi controllori abilitati all’incasso potrebbero essere assunti con un contratto part time dall’ufficio tributi che è gestito dalla Capri Servizi che è una società comunale al 100%.